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I GRANDI MAESTRI DELL'UMANITA' : Berthe Morisot

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Meno conosciuta dei suoi colleghi uomini, ma in certe opere più geniale e sensibile di loro. Donna fuori dai canoni e dagli schemi del suo tempo, seppe “vivere la sua pittura e dipingere la sua vita”, come  disse Paul Valery.

Nata a Bourges nel 1841, Berthe era figlia di un prefetto statale e della nipote del pittore Honoré Fragonard.  L’arte scorreva dunque già nelle sue vene.

I suoi dipinti, per lo più ambientati nelle mura domestiche, raccontano un universo tipicamente femminile, fatto di donne impegnate a leggere un libro, sedute a conversare o amorevolmente prese dalla cura dei bambini. Colori luminosi e chiari descrivono abiti, acconciature e oggetti, mentre la luce inonda lo spazio. I

Il tratto dei suoi dipinti  è sciolto, immediato e spontaneo. Nella sua tavolozza un posto privilegiato fu riservato al bianco, talvolta arricchito da decise pennellate di colore intenso e vivace. Caratteristica del suo stile è la pennellata che va apprezzata da vicino, rispetto a quella degli altri impressionisti che produce l’effetto desiderato se osservata da lontano.

Nonostante la presenza di altre donne all’interno del movimento Impressionista, Berthe si può considerare a buon diritto la capofila. Sebbene lontana dalle questioni sociali che agitavano la vita parigina e concentrata a dipingere interni e scene domestiche, Berthe non fu mai un’artista superficiale e poco attenta alla raffigurazione dei moti dell’animo.

Nel febbraio del 1895 Berthe si ammalò. Inizialmente non era in condizioni gravi, ma il sopravvenire di una polmonite fece precipitare gli eventi. Fece appena in tempo ad affidare sua figliola Julie a Mallarmé e a regalare gran parte dei suoi lavori agli amici più cari, per poi morire di colpo il 2 marzo dello stesso anno. Fu sepolta nella tomba della famiglia Manet, nel cimitero di Passy.

Scrive Gustave Geffroy : “Nei quadri di M.me Berthe Morisot le forme sono sempre vaghe, ma una strana vita le anima. L’artista ha trovato il modo di fissare sulla tela i riflessi cangianti e le luminescenze che compaiono sulle cose e nell’aria che le avvolge .. il rosa, il verde pallido, la luce vagamente dorata, cantano con un’armonia indescrivibile”.