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IL CORAGGIO E' IN NOI

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CORAGGIO1

Quando sulla nostra strada incontriamo ostacoli che ci sembrano insormontabili, invece di scoraggiarci c’è un’altra via: affrontarli con coraggio.
Don Abbondio, il prete manzoniano dei “Promessi Sposi” che incontra sulla strada di campagna i “Bravi” di don Rodrigo e cede ai loro ricatti, fa dire al Manzoni, quasi per giustificare il prete: “Uno il coraggio se non ce l’ha, non se lo può dare”.
Si tratta di una verità molto discutibile. Tutti i giorni sperimentiamo, dopo aver intrapreso un’iniziativa, le prime difficoltà e cedimenti e siamo tentati di mollare. Ci difendiamo con la solita affermazione: “Non ce la faccio”.
Partiamo decisi, entusiasti, ma quando incontriamo i primi ostacoli ci scoraggiamo e finiamo per mollare. A volte, nemmeno reagiamo al primo inghippo, rinunciamo subito, gettiamo subito la spugna convinti di non farcela.  
In questo modo le scelte, le iniziative importanti perdono d’incisività, rinunciamo persino a ciò che ci gratificherebbe. Superare la paura e mettersi in gioco a tutti i costi, la crisi, la difficoltà, l’imprevisto ci obbligherebbero a rielaborare le strategie, le soluzioni.
Ognuno di noi è coraggioso e titubante, ma dobbiamo imparare a reagire ad essere vincenti non lasciare che la nostra vita si blocchi, accusando in sé scoraggiamenti, delusioni, sconfitte che danneggiano autostima. Tutti possiamo essere vincenti, se lo vogliamo.
Il coraggio, sia ben chiaro, non è qualcosa di già pronto, di preconfezionato, ma è un’opzione che, di volta in volta, deve essere creata e messa in atto su misura per le specifiche situazioni. Non si è coraggiosi teoricamente, ma di fronte alle prove, ai problemi che la vita non ci risparmia.
Alla base di tutto, come sempre, ci deve essere la disponibilità a modificare l’immagine che abbiamo di noi stessi e verificare chi siamo realmente nel momento difficile da superare. Dirci coraggiosi non serve se non ci mettiamo alla prova. E’ chi tira i rigori che ha coraggio anche se sbaglia, non chi sempre rinuncia.

Alcuni consigli

Accettiamo i nostri scoraggiamenti, che non significa lamentarsi o fare previsioni pessimistiche, ma riconoscere obiettivamente che c’è un problema. Ricordiamoci che la paura deve essere solamente un transitorio stato d’animo.

Non colleghiamo subito le difficoltà presenti a eventuali fallimenti del passato, come se un destino fosse già scritto.  Il presente non deve essere contagiato dal passato, ogni momento della vita è nuovo e richiede un nuovo coraggio.

Una volta appurato che vogliamo davvero superare le difficoltà, non puntiamo sulle risorse intuibili di quel momento, ma proviamo a prefigurarci ciò che desideriamo che accada, anche se ci sembra difficile.

Non razionalizziamo troppo il problema cercando con miriade di ipotesi di risolverlo. Analizziamo le difficoltà mettiamoci in azione, solo così attiviamo le risorse più profonde, intuitive, creative che ci fanno vedere le cose da altri punti di vista e ci fanno subito notare soluzioni prima invisibili.