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I PAPA' CI VOGLIONO

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Sono ormai parecchi i papà eliminati, espulsi dal campo. Forse non giocano bene o qualcuno ha pensato di mandarli in tribuna per non averli tra i piedi. Sta di fatto che le famiglie orfane di padre-vivente, sono in aumento. La famiglia senza il padre è perdente, anche se la madre pensa di sostituirlo. Ora sembra che qualcosa cambi, si vuole riportare il padre in campo e valorizzare la sua presenza in famiglia. Infatti la paternità è ricercata, anche da quelle donne sole o con un matrimonio fallito. Le mamme incominciano a capire che il padre ha una sua identità importante che nessuna donna può sostituire o imitare. Alcune volte è stata la mamma a escludere il papà dal rapporto con i figli, altre volte si è escluso da solo. Ella si è sentita investita di ogni potere sui figli che riteneva soprattutto suoi, concedendo al padre, di volta in volta, il beneficio della paternità. 

Difficoltà da superare 

Ora l'affermazione dell'identità paterna presenta alcune difficoltà. I papà che vogliono emergere e assumersi le responsabilità educative dei figli, sono privi di un'esperienza diretta con il proprio padre. Sono cresciuti nella loro famiglia d'origine con un papà tutto lavoro e quasi completamente estraneo alle problematiche educative. Essi quindi hanno considerato e stimato la loro mamma che considerava la famiglia il proprio regno e non concedeva facilmente spazi autorevoli al marito. Questo passato familiare, non è facile da smaltire dalla psiche dei nostri papà. Non esiste inoltre una cultura che sia capace di promuovere l'identità paterna e renderla visibile e credibile ai figli. Occorre quindi una evoluzione culturale fatta di iniziative e proposte per far conoscere il ruolo paterno nello sviluppo complessivo della personalità del figlio. 

I papà che si squalificano da soli 

Persiste la falsa l'idea che solo la donna può avere con il figlio un rapporto educativo, comprensivo che lo accompagna verso la vita. Ho letto con attenzione ciò che pensa Sonia mamma di tre figli: "Io sono tutto per i miei figli, solo io li capisco. Ieri il più grande mi ha fatto una confidenza molto gratificante. Mi ha rivelato le sue prime cottarelle, dicendomi di non dire niente a suo padre. Mi guardo bene, lui per i suoi figli conta quanto il due di picche". Questa esternazione l'ho letta su una rivista che riporta alcune lettere confidenziali inviate allo psicologo. Interessante è la risposta: "Cara Sonia tuo marito esiste in casa tua, ma non c'è nella tua famiglia. E' davvero sconcertante rilevare come alcune donne diventano proprietarie dei loro figli. Pensaci su". Qualche donna mi accuserà di misogenia o avversione alle donne. No affatto. So benissimo che spesso i papà disattendono ai loro doveri e preferiscono lasciare alle mamme gli oneri educativi. 

Vantaggi della presenza  paterna 

L'identità paterna nel contesto familiare facilita l'intesa, promuove la partecipazione alla convivenza, corregge il permissivismo e prepara la famiglia ad essere se stessa. Pure l'identità materna che riconosce il ruolo del padre si delinea nei suoi tratti essenziali ed esce da una visione tipicamente compensativa e di fusione nel rapporto con i figli. Gli stessi figli più facilmente trovano la loro autonomia e capacità di conseguire scelte personali e significative. Questi risultati sono importanti e vanno tenuti presenti. Ecco perché quel padre buttato fuori dalla porta, conviene che entri dalla finestra. Attenti però che la sua presenza in famiglia non venga vanificata da mansioni marginali che, tutto sommato, alleggeriscono la mamma nei suoi compiti. Il papà non è una pseudo figura materna.