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I GRANDI MAESTRI DELL'UMANITA' - Don Luigi Giussani

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giussani

Il cammino di un uomo che ha vissuto e proposto il cristianesimo come incontro, avvenimento, storia d’amore. Luigi Giovanni Giussani nasce il 15 ottobre 1922 a Desio, comune della Brianza a Nord di Milano. I genitori sono Beniamino, disegnatore e intagliatore, e Angelina Gelosa, operaia tessile. Lui socialista, lei cattolica, saranno fondamentali per la formazione umana e religiosa del giovane Giussani.

Entra in seminario a undici anni a Venegono e viene ordinato sacerdote il 26 maggio 1945 dal cardinale Ildefonso Schuster. Durante il liceo si appassiona allo studio della letteratura, in particolare all'opera di Giacomo Leopardi, ritiene che “la problematica gli sembrava oscurare tutte le altre”. Se ne appassiona talmente che impara a memoria tutte le sue poesie e per periodi interi studia soltanto Leopardi. Scopri nel poeta il grande interrogativo di ogni uomo, il senso della vita.

La risposta alla domanda del senso del vivere nasce durante una lezione sul prologo del Vangelo di Giovanni in cui sente il professore dire: “Il Verbo di Dio, ovvero ciò di cui tutto consiste, si è fatto carne. Perciò la bellezza s’è fatta carne, la bontà s’è fatta carne, la giustizia s’è fatta carne, l'amore, la vita, la verità s'è fatta carne”.

Questa passione per la bellezza e l'attenzione per i gesti quotidiani sono due dei tratti della sua personalità che più colpiranno chi avrà l'occasione di incontrarlo di persona. Giussani intuisce che se Cristo è la bellezza è lo splendore del vero, allora è anche la modalità con cui l’uomo deve vivere. “Il Verbo di Dio si è fatto carne”, perciò la bellezza s'è fatta carne, la bontà s'è fatta carne, la verità s'è fatta carne. L’uomo è solo grande si vive Cristo.

Questo impeto di vita, spiegherà il cardinale Joseph Ratzinger, futuro Benedetto XVI, era frutto del suo rapporto personale con Cristo: “Una storia di amore che è tutta la sua vita [e che] era tuttavia lontana da ogni entusiasmo leggero, da ogni romanticismo vago”.

Dopo i primi anni di insegnamento nel Seminario teologico di Venegono, nel 1954, all'età di 32 anni, Don Giussani lascia quell’insegnamento per dedicarsi alla scuola, ai giovani. Entra come insegnante al liceo Berchet di Milano fino al 1967. Qui si dedica ai giovani, alle loro esigenze, e trasmette loro con forza ed entusiasmo la fede in Cristo e cerca di rispondere ai loro interrogativi sulla vita, ma anche sulla società in genere, in quegli anni di costante e traumatico cambiamento.

“La mia vicenda è la vicenda di tanti che, volendo bene ai giovani, riescono, per grazia di Dio - in questo senso si può chiamare “carisma” - a comunicare loro certezze e affettività di cui altrimenti sembrerebbero incapaci”.

Subito dopo l’ingresso nel Berchet fonda La Gioventù Studentesca, un gruppo di giovani alla ricerca di Cristo. Nel 1968 Gioventù Studentesca viene investita dall'impeto della contestazione e molti dei membri aderiscono al Movimento studentesco, abbandonando l'esperienza cristiana. Nello stesso anno tuttavia don Giussani pone le basi, attraverso una serie di incontri al Centro Culturale Péguy di Milano, per una ripresa dell'esperienza originale del Movimento. Il nome “Comunione e Liberazione”.

Seguono gli anni di grande riflessione, nei quali il sacerdote esprime il suo pensiero, ancora oggi seguito dal Movimento CL.  L'11 febbraio del 1982 il Pontificio Consiglio per i Laici riconosce la Fraternità di Comunione e Liberazione.

Negli anni che seguono CL si consolida su tutti i fronti, soprattutto grazie all'opera  di con Giussani e i suoi ciellini.  La sua attività nell'ambito delle pubblicazioni cristiane è illuminante e si sussegue di anno in anno, anche con articoli importanti.  L'11 dicembre del 1997 don Giussani pubblica il compendio delle sue importanti riflessioni nel volume dal titolo "Il senso religioso", viene presentato in un'edizione inglese al Palazzo dell’ ONU di New York..

Il 22 febbraio del 2005, all'età di ottantatre anni, Don Luigi Giussani muore nella sua abitazione di Milano. A celebrare i suoi funerali, è l'allora cardinale Joseph Ratzinger  (Il futuro Papa Benedetto XVI) inviato dal papa Giovanni Paolo II .

“Nulla è così commovente come il fatto che Dio si sia fatto uomo per accompagnare con discrezione, con tenerezza e potenza il cammino faticoso di ognuno alla ricerca del proprio volto umano”. Don Luigi Giussani).