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Ragazzi, ripulite la mente

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Cosa vuol dire ripulire la mente? Vuol dire incominciare a pensare, a immaginare che siamo qualcosa d’altro. Accanto a quello che già conosciamo c’è dell’altro. Che cosa vuol dire c’è dell’altro? Che noi, ragazzi e ragazze, non siamo solo i nostri ricordi, le nostre paure e tristezze, i pensieri fissi che ci bloccano la mente, i progetti che abbiamo in mente: siamo altro. Se pensiamo che siamo altro, allora possiamo cominciare a guardare le difficoltà, gli incontri, le scelte come novità e sentirci liberi dalle angosce passate.

Quel passato ingombrante   

Ripulire la mente vuol dire desiderare altro. Noi invece assumiamo l’atteggiamento antitetico, come se remassimo contro i tanti desideri che abbiamo. Smettiamola di dirci che la nostra vita è sempre stata così o di dare la colpa agli altri: gli altri non c’entrano niente. Dobbiamo cessare di credere che il nostro successo o la riuscita dipendano dall’esterno. Quello che ci impedisce di farlo è questa mente, inquinata da modelli mentali obsoleti. I cinesi che, come gli alchimisti, erano profondi conoscitori dell’anima, dicevano che il saggio, senza intenzione, va alla meta. Dobbiamo imparare a ragionare in questo modo. I nostri ricordi sono il passato, i nostri pensieri ci aiuteranno a rinnovare il presente e futuro. Quando la mente comincia a essere libera dal passato, allora produrrà novità.

Quel presente da vivere    

Ragazzi e ragazzi, sappiate che la nostra mente è particolare e possiede tante risorse. Noi conosciamo di essa soltanto quello che abbiamo acquisito o vissuto, quello che abbiamo imparato dai genitori, e ci aggrappiamo a quelle poche cose che sappiamo. E la parte più profonda della nostra mente? Per capirla basterebbe osservare i semi che in primavera si trasformano in fiori: ripulire la mente significa farla fiorire. La fioritura avviene nel momento in cui cominciamo a pensare che dentro, nella parte profonda, c’è dell’altro, pronto a manifestarsi. Ho osservato i bambini sulla giostra: lì trascorrono molto tempo, fino a sfinirsi, perché entrano completamente nell’atmosfera del gioco. Noi dobbiamo immergerci nei nostri desideri, ognuno di noi ne ha. Se vogliamo fare un progetto per una nuova primavera della vita, togliamo qualcosa a cui siamo legati: i pensieri sempre uguali, i comportamenti ripetitivi, gli incontri sempre programmati, le conversazioni di convenienza.

Il nuovo che irrompe

Coltiviamo molti interessi nella vita, molte passioni che la rinnovano. Spesso una di esse prende il sopravvento e spinge la nostra mente in attività. Stimolati da questa spinta ci mettiamo in gioco, rischiamo, sappiamo che i pericoli possono venire da un momento all’altro, ma vogliamo affrontarli, conoscere in noi un’altra persona che nasce. Poniamo attenzione, cari amici, ai pensieri improvvisi, alle aspirazioni immediate, spontanee. Chiediamoci se ci sentiamo vivi, attivi, nuovi quando dalla nostra mente sgorgano desideri, pensieri, ideali. Vogliamo realizzarli per essere partecipi con gli altri di una società bella, nuova, vivibile? Sono domande importanti che ci staccano dai discorsi vani di coloro che vorrebbero moralizzare la società con le parole. Paulo Coelho, parla “…del guerriero della luce che crede in se stesso, nel miracolo della sua vita. Proprio come credono i bambini. Poiché crede nei miracoli, i miracoli cominciano ad accadere. Poiché ha la certezza che il proprio pensiero possa cambiargli la vita, la sua vita comincia a cambiare la società”. (Dal libro “Tracce di moralità” di don Chino Pezzoli).