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X un sì alla vita

Ragazzi, sostate in voi stessi

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sincerita

Noi adulti consegniamo, a voi ragazzi e ragazze, la fiaccola della vita, da portare  lontano nel tempo. Siamo consapevoli del valore morale della sincerità, che sosteniamo nelle conversazioni e esigiamo sia presente negli altri, specie in voi giovani. Desideriamo che la persona non menta, sia se stessa e si presenti leggibile. Essere veri e affermare con le azioni questa virtù è necessario per non cadere nella trappola delle maschere acquistate al mercato delle apparenze. Crescete, purtroppo, alla scuola dei media, che vi suggeriscono come dovete vestirvi, cosa mangiare, dove passare il tempo libero, quale musica ascoltare, e tutte le diverse mode da seguire per essere al passo con i tempi. In questo modo rischiate di far parte di questo unico gregge senza accorgervene. Siete, in un certo senso, “rifatti”, cioè voluti, in un certo modo, dal grande potere economico e quindi sempre alla ricerca di soddisfare tanti bisogni indotti. Il verbo voglio ha sostituito il verbo devo. Forse sarà utile che vi fermiate… in voi stessi.      

Un “viaggio” in noi stessi

Conoscerci è il pilastro fondamentale e insostituibile della sincerità. Solo chi conosce se stesso e sosta in compagnia dei suoi ricordi, pensieri e desideri è vero, autentico. Senza la conoscenza di sé, rischiamo di essere contagiati, alterati, modellati in serie. Eppure anche voi non siete convinti e vi affidate al susseguirsi di immagini e parole sfornate dai social network. Avete tante nozioni depositate nell’archivio della vostra mente, ma pochi pensieri, poche idee e finite per conoscere una parte di voi “costruita”, plagiata. Che fare? Per esempio, un utilissimo viaggio in se stessi per conoscersi di più. Un percorso che prevede una sosta nel mondo interiore per decidere le scelte e i comportamenti. Chiediamoci sovente se ci rapportiamo al nostro essere, alla nostra identità fatta di scelte, di vissuti, o se cogliamo in noi solo bisogni indotti. La risposta dovrebbe essere sempre dubbiosa, incerta, per non interrompere l’analisi. Spesso ci conosciamo solo parzialmente o come gli altri dicono di conoscerci.

Il nostro “sé” evolve

Il nostro sé, del resto, non è come un capolavoro artistico completato, da valutare, ammirare, ma occorre di continuo riconoscerlo e ascoltarlo. Scrive Nadia, di diciotto anni sul suo diario: “Non so chi sono, un mese fa affidavo a queste pagine alcuni pensieri, desideri e emozioni. Ora sembra che il cancellino abbia eliminato tutto. Colgo altro, persino la faccia del mio grande amico Roberto è scomparsa dallo schermo della mia mente. Insomma, c’è altro e penso che fra un po' di tempo ci sarà altro ancora…”. Ci vorrebbe un “navigatore interiore” che ritrae i nostri nuovi pensieri, le improvvise emozioni. Siamo purtroppo alienati dai richiami esterni che propongono percezioni ed emozioni forti e totalizzanti. Sicuramente è più immediato e facile dipendere dai molteplici messaggi esterni e disinnescare questo “navigatore interiore” che visiona, in tempo reale, i pensieri, gli stati d’animo e quel susseguirsi di stimoli verso il bene. (dal libro: Tracce di Moralità di don Chino Pezzoli).