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I GRANDI MAESTRI DELL'UMANITA' - Angela Davis

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angela davis

Angela Yvonne Davis è una figura fondamentale per il movimento femminista nero degli anni Settanta. Nata il 26 gennaio 1944 Nata a Birmingham, in Alabama. Visse i drammi del razzismo. Abitava in una zona chiamata Dynamite Hill perché spesso, lì, le case dei neri che vi si trasferivano venivano fatte saltare con la dinamite; con la dinamite fu fatta saltare una chiesa dove morirono tre sue amiche. Laureata con lode in letteratura francese, passò poi agli studi di filosofia e visse a Parigi e Francoforte dove fu allieva di Adorno, per ritornare poi negli Stati Uniti, dove fu allieva di Herbert Marcuse. In California continuò la sua attività di lotta politica in difesa dei neri. Dopo l’assassinio di Martin Luther King aderì al Partito Comunista. Conseguita la laurea in filosofia, ottenne la cattedra all’Università di Los Angeles, che le venne dapprima revocata in quanto comunista, ma la revoca fu dichiarata incostituzionale e poté continuare ad insegnare perché allontanata dalla Università per le sue idee politiche. Successivamente fu accusata di cospirazione, rapimento e omicidio in relazione al fallito tentativo di un gruppo di attivisti delle Black Panthers, di liberare il detenuto nero George Jackson in un’aula di tribunale: la pistola utilizzata era intestata a suo nome, e Jackson era il grande amore della sua vita (non risulta infatti che Angela abbia avuto altri legami importanti e duraturi); fu quindi arrestata e processata. L’appassionata difesa che condusse personalmente ed efficacemente nel corso del processo, le consentì di diffondere le sue idee in tutto il mondo, diventando così popolare da mobilitare a suo favore un gran numero di persone che si riunirono in comitati e organizzazioni, non solo negli Stati Uniti ma anche in molti altri paesi.. La Davis si rese conto di essere venuta così a contatto con un complesso assai diffuso e radicato tra certi attivisti neri che consideravano la mascolinità nera come qualcosa di separato dalla femminilità nera, e l’impegno diretto delle donne una minaccia all’affermazione della loro virilità. Questa mentalità affermatasi soprattutto con l’islamismo di Louis Farrakhan, contribuì certamente a determinare l’uscita della Davis dal Movimento stesso. Angela Davis ha dedicato la sua vita alla soluzione politica dei problemi del razzismo e dei diritti civili, e le sue vicende personali e il rilievo che ebbero in tutto il mondo la portarono ad essere, in quanto donna e afroamericana, un simbolo sia del femminismo che dell’uguaglianza razziale. La Davis aveva fatto capire alle donne che il lavoro fuori casa non solo rappresentava un importante sostegno economico e motivo di indipendenza, ma anche l’importanza di avere una vita all’esterno della famiglia, con l’opportunità di svolgere un lavoro interessante e realizzare le proprie aspirazioni. Attualmente la Davis insegna Storia della Coscienza all’Università della California,  con quel senso critico che l’ha portata a scagliarsi anche contro la degenerazione del movimento afroamericano verso il fondamentalismo islamico, rappresentato da Nation of Islam di Louis Farrakhan, movimento islamista e maschilista, che ha riempito il vuoto lasciato dalla scomparsa delle laiche e progressiste Pantere Nere.

“Quando qualcuno mi chiede conto della violenza, lo trovo semplicemente incredibile. Perché questo vuol dire che la persona che mi sta facendo questa domanda non ha assolutamente idea di cosa il popolo nero abbia passato, di quello che il popolo nero abbia sperimentato in questo paese dal momento in cui il primo di loro è stato rapito dalle coste dell'Africa”. (Angela Davis)