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LA DIGNITA' E' SPERANZA PER I PROFUGHI

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esodo

La dignità è sorgente di speranza per i profughi in cammino. L’esodo c’è sempre stato, l’umanità è sempre stata in cammino. I diversi popoli si sono formati attraverso una fusione continua di popoli e culture diverse. L’esodo ha dato origine a quelle trasformazioni etiche e motivazionali importanti per la sopravvivenza umana. Nella società di ieri con pochi mezzi di comunicazione queste fusioni etniche passavano inosservate. Ora suscitano apprensione, rifiuto. Siamo solo all’inizio di questi stravolgimenti etnici, sociali, religiosi e morali. Le diverse culture etniche, un tempo divise e lontane da noi, oggi sono sempre più vicine, vivono con noi. E’ un grave errore, fare finta che non esistano o assistere con indifferenza ed estraneità a questa metamorfosi sociale.  Chi assume un atteggiamento di rifiuto o di estraneità, sbaglia nei confronti degli altri e di se stesso, rifiuta di capire la realtà, le nuove aggregazioni sociali che danno origine a una nuova cultura, ad aggregazioni etniche che rompono i vecchi schemi. A voi giovani il compito di conservare i nostri valori morali, religiosi e culturali che trovano le loro radici nella cultura ebraico-cristiana, senza escludere o combatte quelli di altri.

L’aggregazione di popoli 

Preparatevi, cari giovani, a questa inarrestabile aggregazione di popoli. Come?  Prima di tutto ricordando che si tratta di incontrare persone diverse nei costumi e abitudini, ma pur sempre persone con un codice etico naturale in comune. Le diversità etniche, i costumi e le tradizioni umane e religiose nascono e si sviluppano in contesti separati da millenni, lontani tra di loro. Sono costumi umani e sociali con caratteristiche differenti, modi di vivere particolari. Questo incontro tra culture e tradizioni diverse darà origine a identità sociali, nazionali e mondiali nuove. Vi chiederete, cari amici, come mai la diffidenza, il rifiuto, l’indifferenza verso queste masse di uomini, donne e bambini alla ricerca di uno spazio per vivere? Si tratta di persone, gruppi sociali e politici fortemente ostinati che costruiscono muri, reticolati spinati, pensando di bloccare questa speranza di vita, di libertà.  Ad alimentare questa avversione verso questi poveri e disperati in balia delle onde del mare, dispersi nei diversi accampamenti improvvisati e accoglienze fatiscenti, è la paura di chi si vede arrivare nella propria città queste persone affamate, nude, ammalate e anche arrabbiate. Certamente che la paura non si comanda, ma la si può controllare con quel po' di saggezza umana. 

Le soluzioni ci sono

E’ necessario trovare le soluzioni giuste e possibili partendo da noi, da quel tocco umano che possediamo. Cristo parla di “un cuore di carne e non di sasso”, di un cuore che ha le sue ragioni che spesso la mente non conosce. Riflettiamo su questa spaccatura tra mente e cuore, tra razionalità e affettività. Le ostilità sono della mente che spesso nega la dignità dei più deboli, Ci ricorda il grande sociologo e umanista Zygmunt Bauman:“L’umanità ha assolutamente bisogno, per non subire un catastrofico disastro umano, di un welfare universale”. Cioè, sostiene il pensatore che il mondo si trova in un conflitto perenne tra dominatori e dominati, tra ricchi e rifiuti umani, sempre più destinati a morire di fame, di violenze e che per salvarli occorre tanta saggezza e amore.  Ma esiste oggi quella saggezza umana che fa inciampare nel misero per offrirgli uno sguardo, un sostegno, un futuro migliore?  Siamo capaci di comportamenti umani verso questi rifiuti umani che chiedono l’inviolabile diritto alla vita, contro la miopia di un potere tirannico che si ostina a profanare la loro vita?

Il futuro è di tutti

Un “nuovo mondo”, con alla base un’umanità fortemente condivisa, richiede    l’implementazione di una democrazia vera, saggia e giusta con le caratteristiche di assoluta inviolabilità del singolo nel contesto sociale.  Il futuro per essere veramente valido, deve essere il futuro di tutti, non solo di alcuni. Occorre però ridurre il più possibile i guasti di una società mediatica e relativistica che spezza la società facendo emergere da una parte i personaggi o comunque quelli che vivono nell’abbondanza e nel lusso e dall’altra quasi colpevolizzando i disperati, gli emarginati che rischiano ogni giorno di essere ingoiati dalle onde del mare e se raccolti dai soccorritori rinchiusi in accoglienze blindate dal filo spinato. Sono tanti questi ultimi che non godono però da parte dei media alcune riprese da mandare poi nelle nostre case lussuose e dalle tavole super bandite. C’è chi dice che non è giusto schierarsi sempre dalla parte dei poveri. Con chi dobbiamo schierarci, con i ricchi epuloni che vestono di porpora e bisso e banchettano lautamente? Gesù ha scelto il povero Lazzaro che si sfamava con le briciole del ricco…  (Dal libro di don Chino Pezzoli “Tracce di moralità”.