Promozione Umana

X un sì alla vita

I GRANDI MAESTRI DELL'UMANITA' - Mons. Oscar Romero

« back Notizie | L'opinione di Don Chino

oscar 1

Oscar Arnulfo Romero, nato cento anni fa, il 15 agosto 1917, assassinato sull’altare il 24 marzo 1980, fu beatificato solo nel 2015 per volontà di Papa Francesco e a ottobre di quest’anno verrà dichiarato santo.  Egli fu “diffamato, calunniato, infangato” dopo la morte, come ha denunciato lo stesso Pontefice latino-americano, tanto che il suo martirio continuò anche da parte di suoi fratelli nel sacerdozio e nell'episcopato. 

La figura di Romero ha toccato i drammi di un’epoca e di un continente, la sua memoria è stata spesso controversa. Quando, nel 1977, Paolo VI lo nominò Arcivescovo di San Salvador, era conosciuto come un “conservatore”, gradito alle oligarchie al potere nel paese. Nel corso del tempo, Romero cominciò a denunciare pubblicamente i soprusi del regime, senza peraltro tacere delle violenze dei guerriglieri verso i campesinos. L’Arcivescovo era convinto che la guerra civile in El Salvador scaturiva dalle ingiustizie sociali, protratte dai latifondisti e per questo puntò il dito contro la giunta militare al governo.

Arrivò a leggere durante la predica domenicale in cattedrale i nomi delle persone torturate, ammazzate o fatte sparire (desaparecidos) nel corso della settimana. La sua fu una sorta di conversione, seguendo il Vangelo a servendo il popolo di Dio. Il suo assassinio maturò nell’ambito di questi latifondisti terrieri che non tolleravano che un vescovo difendesse i poveri da loro sfruttati, umiliati e spesso anche uccisi  o fatte perdere le loro tracce.     

Domenica 23 marzo 1980 monsignor Romero si rivolse all’esercito: “Vi chiedo, vi imploro, vi ordino: in nome di Dio cessi la repressione!”. L’indomani un killer prezzolato sparò all’arcivescovo mentre celebrava Messa nella cappella dell’ospedale della Divina Provvidenza. Non aveva taciuto.

Papa Francesco, disse che mons. Romero fu martire anche dopo la sua morte: “Un uomo che ha continuato a essere martire per le calunnie di molti. Ora credo che più  nessuno osi… Dopo aver dato la sua vita ha continuato a darla lasciandosi colpire da tutte le incomprensioni. Solo Dio sa la storia delle persone, e quante volte le persone che hanno già dato la loro vita continuano a essere lapidate con la pietra più dura che esiste nel mondo: la lingua”.

 Di certo la figura di Romero ancora oggi turba alcuni animi. Il suo messaggio era radicalmente evangelico. Affermava pubblicamente: “A volte cresciamo nella religione senza comprendere che il vangelo è vita. Alcuni praticano la religione con la convinzione che Dio è con loro soltanto perché detengono un qualche potere: poco importa se hanno o se non hanno fede, poco importa l’immortalità dei loro atti. Gesù chiamato costoro “ipocriti”, ovvero uomini chiusi al richiamo di conversione rivolto loro dai profeti, perché persuasi che quel richiamo non li riguardi. Infatti, si credono benedetti da Dio tramite le ricchezze che possiedono o il potere che hanno ricevuto, basandosi sulla certezza che “ogni potere viene da Dio”.

 E ancora: “Alcuni di noi, portati da una pratica della religione fiacca e superficiale, crediamo di avere un cuore aperto a Dio perché andiamo a messa alla domenica, anche se ci arriviamo in ritardo (…). La conversione comincia quando ci rendiamo conto che siamo stati ipocriti, cocciuti nelle nostre opinioni, caparbi nelle nostre cattive azioni. Allora l’umiltà apre breccia nel muro che ci faceva credere “giusti”; allora agisce anche l’amore che ci conduce verso il suo termine che è Dio. Allora, infine, scopriremo che Dio non è mai stato lontano da noi”Queste parole del vescovo Romero erano come “pietre” che colpivano i benestanti che facevano la loro fortuna economica sulla pelle di poveri.