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QUEL PICCOLO MONDO DI IERI : LA NASCITA DEI FIGLI

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levatrice

“I ricordi che ci riportano nel passato hanno qualcosa da suggerirci, da insegnarci. Conservano esperienze, desideri raggiunti, ideali che solo il futuro ha potuto accertare. Nel mio piccolo mondo di ieri, povero di cose e ricco d’umano, ho conosciuto persone, vissuto fatti che hanno lasciato in me il desiderio di correre verso il futuro con in mano la fiaccola accesa.” Don Chino Pezzoli

La nascita dei figli 

In passato i figli erano considerati una benedizione di Dio. Avere una famiglia numerosa era un vanto poiché la maternità e paternità rappresentava un valore indiscutibile.  Perciò subito dopo il matrimonio aveva inizio l’attesa del primogenito e perlopiù non si trattava di una lunga attesa. Le donne gravide proseguivano in genere le loro tradizionali occupazioni sino alle doglie, per ricominciare poi a occuparsi delle faccende di casa qualche giorno dopo il parto e poi tornare di lì a poco al lavoro nei campi. 

Per le donne che portavano a termine la gravidanza anche il momento del parto rappresentava un grave rischio. Le donne partorivano in casa nella camera matrimoniale, sul tavolo della cucina con l’intervento della levatrice e di altre donne della paese e al più tardi la prima domenica successiva, si procedeva al battesimo, perché si temeva per la sopravvivenza del bambino. 

Il neonato veniva fasciato dal collo ai piedi, la testa era coperta con una cuffietta in filo di cotone lavorata con particolare cura. La culla era molto piccola, in legno decorato a mano, il materassino consisteva in un sacco di foglie di faggio molto pieno e sulle coperte era steso un drappo il più bello possibile. Il tutto era tenuto fermo con una larga fettuccia di tela che passava negli appositi fori praticati ai lati della culla. 

In alcuni casi il battesimo veniva amministrato in casa subito dopo la nascita dalla levatrice e poi completato con la cerimonia in chiesa. In maggioranza i nati ricevevano due nomi, ma in realtà le persone erano identificate per mezzo di soprannomi, appellativi abbreviazioni che non comparivano nei documenti ufficiali. I nomi più frequenti nei primi del Novecento erano per le femmine Maria, Domenica, Anna, Margherita, Angela, Maddalena, Caterina, Teresa, Antonia, Giuseppa e per i maschi Giovanni, Giuseppe, Antonio, Battista, Francesco, Pietro, Carlo, Michele, Stefano e Angelo. Tutti nomi si ereditavano spesso dai parenti defunti. 

Le donne dovevano essere robuste allattavano il bambino fino a 3 anni e anche oltre. E spesso allattavano anche i bambini la cui mamma non aveva latte. I piccoli nascevano in gran numero, ma anche assai di frequente morivano e suonavano le campane a morto. Il tasso di mortalità infantile nel primo anno di vita, sul totale delle nascite, si avvicinava al 20% ed un altro 8% nei primi sei anni di vita del bambino. I sopravvissuti, i selezionati dalla natura, potevano affrontare la dura vita con una certa sicurezza. 

Allora i piccoli orfani di genitori morti in giovane età erano tanti. Molti di loro erano accolti negli istituti religiosi gestiti da preti e suore, altri trovavano ospitalità tra i parenti che avevano bisogno di farli poi lavorare nei campi i maschi e le femmine a servizio nelle famiglie benestanti. I genitori adottivi, a volte, pur avendo preso il piccolo con loro per ricavarne vantaggi economici, finivano per affezionarsi sinceramente alla creatura tanto da aiutarla in età adulta a metter su casa e famiglia. 

I bambini e bambine allora erano pochi e contavano meno di un animale in stalla che assicurava la sussistenza alla famiglia. Di qui anche la piaga degli abbandoni dei piccoli. La famiglia che non riusciva a mantenere l’ultimo nato di una numerosa nidiata, lo abbandonava fuori dalle case dei ricchi o lo affidava alla ruota dei conventi perché i monaci si occupassero. Per tutta la vita questi piccoli portavano il marchio di trovatelli, orfanelli. Tra questi trovatelli la storia annovera anche alcune persone che si si sono affermate nella storia…  Ora, si dice non succede più, il motivo lo si conosce si eliminano prima che nascono…