Noi ragazzi andavamo dal sarto in occasione della prima comunione e della cresima. Indimenticabile è quel metro con il quale misurava le spalle, la circonferenza e lunghezza del torace nonché le gambe.
Olio di ricino per tutti i mali
Il medico condotto girava per le case, misurava la febbre, ascoltava i battiti del cuore del paziente e prescriveva inevitabilmente l’olio di ricino. Mal di pancia, mal di testa, inappetenza, influenza, bruciori di stomaco o brufoli sulla pelle? Olio di ricino.
Il segretario comunale
Era una persona sulla sessantina, distinta, con camicia, cravatta e una giacca scura che s’accompagnava ai pantaloni ben stirati che conservano una piega impeccabile dalla cintura in giù.
Furti e scommesse
I cartoncini che trovavamo in chiesa per prepararci alla confessione portavano una domanda: “Hai osservato il settimo comandamento?”. Il settimo, dei dieci comandamenti, ordinava di non rubare.
Latrine o cessi
La latrina nelle case del paese era molto semplice: una costruzione di mattoni addossata al muro di cinta con una fessura nella parte sopra la porta e sul pavimento un buco a cerchio davanti al quale era segnato il posto per mettere i piedi.
Le benedizioni del parroco
Negli anni ‘40, ’50, la benedizione era il toccasana di tutti i mali. Scacciava le formiche dal lavandino, risanava le ferite, allontanava il malocchio, garantiva la fecondità della stalla, faceva star bene gli ammalati e riposare in pace i morti.
Quel pane quotidiano di allora
Per noi ragazzi, il fornaio era la persona più fortunata del mondo perché mangiava il pane fresco, sotto i nostri occhi. L’invidia era tanta e la bramosia anche. I panini appena sfornati meritavano un’adorazione superiore a quella dell’ostia consacrata.
Le rogazioni
Mai sentito parlare di Rogazioni? Introdotte con l’avvento del cristianesimo, consistono in preghiere, processioni e benedizioni ai campi eseguiti al fine di propiziare un buon raccolto. Da bambini mia mamma ci sveglia alle cinque del mattino per partecipare alle Rogazioni.
Le serate nella stalla
In questo luogo abbastanza poco luminoso si tramandavano di generazione in generazione le tradizioni, i racconti, le arti manuali delle donne e degli uomini: una vera fucina culturale. Il tutto sotto lo sguardo e la compagnia di quegli animali che facevano parte della vita di ogni giorno.
I giochi di una volta
I giochi si facevano prevalentemente per strada o nei tanti spazi che la natura concedeva, c’era il piacere di fare parte del gruppo di mettersi alla prova riuscendo a superare le difficoltà.










