Il mestiere del mugnaio richiedeva forza, esperienza e padronanza di un’arte che si
tramandava da padre in figlio.
Il maniscalco
Per il maniscalco era necessario conoscere e saper lavorare il ferro a caldo o a freddo per riuscire ad adattare le verghe e le piastre metalliche agli zoccoli dei cavalli.
Il materassaio
Il materassaio inizia al primo step con la riempitura di ciò che va a mettere nel grande cuscino: è la fase più difficile.
Lo stagnino
L’abile artigiano per eliminarla utilizzava lo stagno, il quale, essendo un elemento neutro, non rilasciava sostanze nocive ne alterava i sapori degli alimenti.
Lo spazzacamino
Per molti di noi la figura dello spazzacamino è un ricordo lontano: si tratta di una persona non più giovane che si adattava a un lavoro sporco e umile, accontentandosi di avere da mangiare e dormire in una stalla.
Il calzolaio
Il calzolaio costituiva un mestiere onorevole, seppur umile, ma capace di soddisfare le esigenze di vita di una famiglia e assolvere un’importante funzione sociale.
Il molita o arrotino
Il molita era un artigiano esperto che conosceva e valorizzava il metallo e consigliava il cliente come far durare a lungo l’affilatura.
I cercatori di funghi
I cercatori di funghi s’attrezzavano del classico bastone che facevano rimbalzare sulle escrescenze per individuare tra le foglie del sottobosco, la presenza dei funghi.
La stanza dei bachi da seta
I grandi dicevano ai piccoli che quei bozzoli erano per le famiglie come la manna, specialmente per quelle più povere.
La semplice vita di allora
In quei tempi nei paesi tutti aspettavano la grande fiera che iniziava la seconda settimana d’Ottobre e durava sette giorni.










