Nelle feste patronali o negli anniversari sociali importanti la banda del paese sfilava con orgoglio per le strade.
Il vignaiolo
La cosa strabiliante per noi piccoli era la pigiatura. Eravamo noi bambini che dovevano entrare in questo contenitore e, con i nostri piedini, pigiare i chicchi.
La pettinatrice
La pettinatrice oltre al pettine e la spazzola usava altri strumenti: forcine di osso e di tartaruga, ferretti.
El cadregatt
L’arte dell’intreccio del giunco acquisita dall’impagliatore, riscuoteva riconoscimento e apprezzamento.
Osti e osterie
L’osteria e l’oste, uno spazio e una persona leggendari. A caratteri cubitali all’ingresso delle osterie c’era la scritta: “Osteria” e affiancato: Vino.
Sarto e sarte
Noi ragazzi andavamo dal sarto in occasione della prima comunione e della cresima. Indimenticabile è quel metro con il quale misurava le spalle, la circonferenza e lunghezza del torace nonché le gambe.
Olio di ricino per tutti i mali
Il medico condotto girava per le case, misurava la febbre, ascoltava i battiti del cuore del paziente e prescriveva inevitabilmente l’olio di ricino. Mal di pancia, mal di testa, inappetenza, influenza, bruciori di stomaco o brufoli sulla pelle? Olio di ricino.
Il segretario comunale
Era una persona sulla sessantina, distinta, con camicia, cravatta e una giacca scura che s’accompagnava ai pantaloni ben stirati che conservano una piega impeccabile dalla cintura in giù.
Furti e scommesse
I cartoncini che trovavamo in chiesa per prepararci alla confessione portavano una domanda: “Hai osservato il settimo comandamento?”. Il settimo, dei dieci comandamenti, ordinava di non rubare.
Latrine o cessi
La latrina nelle case del paese era molto semplice: una costruzione di mattoni addossata al muro di cinta con una fessura nella parte sopra la porta e sul pavimento un buco a cerchio davanti al quale era segnato il posto per mettere i piedi.










